Rocco Pozzulo, Presidente presso Federazione Italiana Cuochi 

Quanto è importante un appuntamento come Beer&Food Attraction per la vostra federazione e per tutto il settore della ristorazione?
È importantissimo perché segna un passo fondamentale. L’ultimo evento che abbiamo fatto in presenza sono proprio i Campionati della Cucina Italiana a Beer&Food Attraction nel 2020. E ritorniamo quest’anno proprio con i Campionati, il nostro evento più importante. Tornare a farli in presenza è un segnale di ripresa, per noi e per tutto il settore. Tornare, con le dovute precauzioni ovviamente, a fare le competizioni, a incontrarsi, confrontarsi, fare formazione, vale tanto. Credo che valga molto anche per il settore fieristico.

Che novità dobbiamo aspettarci dalla prossima edizione dei Campionati della Cucina Italiana?
Le competizioni italiane sono quelle tradizionali, poi ci sono gli appuntamenti sul palco che coinvolgono anche altre associazioni, e che hanno a che fare con le certificazioni della nostra professione. Vogliamo presentare dal palco di Beer&Food Attraction i primi cuochi certificati, e vogliamo che queste certificazioni arrivino ai ristoranti, garantendo anche la salute dei clienti. Avremo anche ospiti istituzionali e alcuni grandi nomi di cuochi celebri, che ancora non posso rivelare. Tornerà anche la premiazione dei ‘ragazzi speciali’, a cui teniamo particolarmente.

Com’è cambiata la professione del cuoco in Italia, in questi due anni?
In molti hanno abbandonato la professione, in questo periodo di pausa forzata, magari dopo anni di stress eccessivo, hanno scelto di stare di più con la famiglia. Oggi la nostra professione deve tener conto di questo, come delle richieste dei giovani, che chiedono di lavorare meno ore per garantirsi più tempo libero. Ne parleremo anche in un focus che stiamo organizzando insieme a rappresentanti di altre professioni, dai sommelier ai direttori d’albergo, dai maitre alle governanti. Chiediamo allo stato una defiscalizzazione della nostra professione, perché saremo costretti ad assumere più persone, a meno ore. Il nostro lavoro deve diventare più sostenibile.

Dove deve migliorare la cucina italiana e dove invece siamo ancora l’eccellenza a livello internazionale?
Noi siamo sempre l’eccellenza dell’enograstronomia, non ci batte nessuno! Quello che ci chiedono gli stranieri, quando vengono in Italia, è soprattutto il prodotto classico, dal saltimbocca alla romana alle lasagne alla bolognese… E noi italiani riusciamo a colpire tutti con la semplicità unita alla qualità. Molte cucine sono tornate ai piatti classici, in questo modo incontrando i palati di tutti. Poi abbiamo anche la cucina gourmet, che deve fare ricette particolari, così come la nostra Nazionale Italiana Cuochi, che fa anche piatti complessi. Ma al centro deve esserci sempre il sapore. Basti pensare che nei nostri campionati metà punteggio è dedicata al gusto: l’estetica vale 5, il gusto 50. Dove possiamo invece migliorare, come Paese, è senz’altro nel fare rete tra di noi.