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L’occasione di consumo meno penalizzata dallo smartworking è stata senza dubbio l’aperitivo. Con la progressiva eliminazione dei buffet, i riflettori sono puntati ora soprattutto sulla qualità del cibo.

Il cliente è sempre più alla ricerca di un food pairing raffinato e di una cura particolare dell’igiene: stupire con la ricercatezza degli abbinamenti diventa un must per costruire una proposta food di successo all’ora dell’aperitivo, in attesa del ritorno alla normalità. 

Nei cocktail bar crescono finger food e abbinamenti ricercati

A fotografare l'occasione di consumo pre-serale è TradeLab, che ha messo nel mirino i circa 14.000 "bar serali trendy", la fetta più evoluta del mercato, per la quale il cliente da aperitivo è molto rilevante (è il 25% della clientela complessiva). L'87% dei bar di questo tipo (la definizione include i bar cocktail based, beer based e wine based) offre l'aperitivo, con una spesa media di 7,8 euro a consumazione. Il 59% dei bar offre un buffet apericena con piatti caldi e freddi, la stessa percentuale un tradizionale mix patatine, arachidi, olive. Il 31% offre l'aperitivo "gourmet", servito al tavolo, con selezione di proposte di qualità dal menù; il 30% buffet e degustazione di cucina regionale, internazionale o di prodotti locali. «I cocktail bar puntano più su finger food in abbinamento ai drink - spiega Angela Borghi di TradeLab, - mentre investono più volentieri in ricerca sui prodotti locali i wine bar e le enoteche. Sul fronte del consumatore, emerge il ruolo importante del food nella scelta del locale e come fattore di successo del bar stesso».

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Fonte: www.bargiornale.it